Se un paziente ha necessità di urinare frequentemente anche nel giro di poco tempo, avverte dolore durante la minzione, non si sente completamente svuotato dopo aver urinato o trova tracce di sangue nelle urine e nello sperma deve sottoporsi quanto prima a degli esami diagnostici presso un centro specialistico.

Tutti questi sono i classici sintomi di prostatiti, infezioni alla prostata o patologie collegate all’apparato genito-urinario. Gli esami principali che si possono svolgere sono:

  • esplorazione rettale con il dito;
  • ecografia transrettale;
  • ecografia sovrapubica;
  • spermiocoltura;
  • urinocoltura.

Questi esami consentono di diagnosticare con precisione la patologia e quindi di seguire la giusta cura terapeutica per contrastarla. Scopriamo nei prossimi paragrafi cosa sono questi esami e come si eseguono.

Esplorazione rettale con il dito

L’esplorazione rettale della prostata con il dito è uno degli esami più comuni per valutare eventuali patologie della ghiandola prostatica.

Il paziente deve appoggiarsi con i gomiti sul lettino piegato in avanti e restare con le gambe leggermente divaricate con l’ano accessibile e rilassato.

Il medico dopo aver indossato un guanto in lattice esegue un cosiddetto “appoggio di confidenza” per evitare la contrazione riflessa dello sfintere anale esterno, dopodiché introduce l’indice ben lubrificato nell’ano valutando la mucosa del canale anale e la competenza contrattile del muscolo sfintere interno e pubo-rettale.

esplorazione rettale esame dito dottore

Solitamente questo esame si esegue in combinazione col dosaggio ematico dell’antigene prostatico specifico (PSA) per identificare l’eventuale presenza di un carcinoma prostatico. Pur trattandosi di un esame importante tuttavia non è preciso al 100%, poiché per confermare o smentire la presenza un tumore alla prostata è necessario sottoporre il paziente alla biopsia prostatica.

L’obiettivo di questa procedura è verificare tramite la palpazione ingrandimenti, nodosità, irregolarità e aumenti di consistenza della ghiandola prostatica.

L’esame non è particolarmente piacevole anzi risulta piuttosto fastidioso, ma in compenso dura pochi secondi e va effettuato circa una volta all’anno per gli uomini over 40.

Ecografia transrettale

L’ecografia prostatica transrettale è un esame che fornisce delle immagini della ghiandola prostatica.

Una sonda del diametro di un dito viene inserita per un breve tratto del retto ed il paziente è sdraiato sul lettino con le ginocchia verso il petto.

Prima di introdurre la sonda il medico effettua un’esplorazione col dito per assicurarsi che non ci siano ostacoli.

Dopo queste operazioni una macchina ecografica emette degli ultrasuoni a bassa frequenza e ad alta intensità nella zona da esplorare.

Le onde sonore rimbalzano tra i vari tessuti e gli organi interni formando così l’immagine della prostata sullo schermo di un pc.

Tramite le immagini che vengono fornite con un video o in forma statica è possibile valutare le dimensioni, le asimmetrie e le calcificazioni della ghiandola e determinare la presenza di eventuali patologie.

Anche questo esame non garantisce una diagnosi precisa, quindi sarebbe opportuno effettuare anche la biopsia che consiste nel prelievo di piccoli frammenti di tessuto da analizzare successivamente in laboratorio.

L’esame non è indicato per chi soffre di emorroidi, ragadi e stenosi e per i pazienti che prendono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue. L’esame non è particolarmente doloroso poiché la sonda viene lubrificata con un gel e non ha un diametro eccessivo.

Se il medico effettua dei prelievi per la biopsia si possono sentire delle piccole punture, ma in questo caso per eliminare ogni tipo di dolore si può ricorrere ad un’anestesia locale.

Ecografia sovrapubica

L’ecografia sovrapubica è un esame piuttosto comune finalizzato a controllare il volume ed eventuali anomalie della ghiandola prostatica, anche se è indicato soprattutto per la diagnosi di ipertrofia prostatica benigna.

Tramite l’ecografia sovrapubica infatti è possibile valutare anche le dimensioni e le caratteristiche della vescica che può risentire dell’ingrossamento della prostata.

L’esame consente di studiare il residuo di urina in seguito alla minzione, un dato molto utile poiché in caso di prostatite o ipertrofia prostatica benigna il residuo post-minzione nella vescica aumenta.

L’esame è piuttosto semplice e non richiede particolari accorgimenti, ma deve essere effettuato con la vescica piena e quindi il paziente deve bere almeno un litro d’acqua un’ora prima dell’ecografia.

Durante l’esame il paziente deve andare a urinare e svuotare completamente la vescica, in modo che il medico possa valutare il residuo urinario post-minzione.

Per il test viene utilizzato un ecografo munito di una sonda ecografica collocata tra l’ombelico e la base del pene.

La sonda viene mossa in questa zona per ispezionare la prostata e la vescica ed individuare eventuali anomalie dopo la minzione. L’ecografia sovrapubica non è un esame doloroso né invasivo, quindi è ben tollerato dai pazienti.

Spermiocoltura: analisi dello sperma per verificare la presenza di batteri

La spermiocoltura è un esame di laboratorio che consente di individuare microrganismi patogeni in un campione di sperma per valutare la presenza di infezioni in organi dove scorrono sperma e liquidi seminali.

L’esame si suddivide in due fasi: la raccolta del campione di sperma e l’analisi del campione raccolto.

La fase di raccolta dello sperma tocca al paziente che deve seguire con estrema meticolosità determinate indicazioni.

La raccolta va effettuata in un luogo pulito asciugandosi per bene le mani ed il pene.

Lo sperma va raccolto in un contenitore dalla bocca larga che va immediatamente chiuso, dopodiché il campione deve essere consegnato quanto prima al laboratorio. 3-5 giorni prima dell’esame bisogna astenersi dall’attività sessuale e 2-3 ore prima non bisogna urinare.

Urinocoltura: analisi delle urine per verificare la presenza di batteri

L’urinocoltura è un esame microbiologico eseguito su un campione di urine per rilevare l’eventuale presenza di batteri responsabili di infezioni nelle vie urinarie.

Con l’antibiogramma è inoltre possibile valutare la resistenza e la sensibilità dei microrganismi presenti agli antibiotici per scegliere il trattamento farmaceutico migliore.

Il paziente deve raccogliere l’urina in un contenitore sterile e lavarsi accuratamente le mani e la zona genitale.

La raccolta delle urine va effettuata in mattinata ed il campione deve essere consegnato al laboratorio nella stessa giornata. Bisogna fare attenzione a raccogliere il getto intermedio delle urine, tralasciando il primo e l’ultimo getto.

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