La prostatite è una patologia che interessa la prostata ed in alcuni casi anche le aree circostanti provocando un’infiammazione generata da batteri provenienti da infezioni urinarie, infezioni sessualmente trasmissibili o dall’intestino retto.

prostatite batterica acuta

I sintomi più comuni sono problemi ad urinare, difficoltà a svuotare completamente la vescica, nicturia (bisogno continuo di urinare nel corso della notte), emissione di urine maleodoranti, flusso urinario ridotto e nei casi più gravi ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Questi sintomi potrebbero essere confusi con l’ipertrofia prostatica benigna o addirittura col tumore alla prostata, quindi è consigliabile un consulto con un medico esperto per individuare la patologia e seguire la terapia più adeguata secondo le proprie necessità.

Cos’è e come si presenta

La prostatite è l’infiammazione della prostata ma non è una neoplasia, quindi non rappresenta un tumore. L’Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali, con sede negli Stati Uniti, nel 1999 ha individuato 4 tipologie di prostatite batterica:

  • prostatite batterica acuta;
  • prostatite batterica cronica;
  • prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico;
  • prostatite infiammatoria asintomatica.

La forma acuta si presenta improvvisamente e dura poco, mentre la forma cronica si sviluppa lentamente e dura anche per molti anni. La prostatite acuta è causata da un’infezione batterica della prostata, mentre non sono ancora del tutto chiare le cause della prostatite cronica. La forma acuta di prostatite generalmente è la più rara, si presenta spesso in soggetti giovani e talvolta  può manifestarsi in forma così marcata e dolorosa da richiedere un ricovero urgente.

Tipi di batteri

La prostatite batterica acuta ha origini batteriche che possono avere varie fonti.

Molto spesso le cause della prostatite batterica sono gli stessi batteri presenti nell’organismo che provocano infezioni urinarie, cistite e uretrite. In questi casi lo sviluppo della prostatite è favorito da una notevole diffusione degli agenti patogeni batterici per via ematica, cioè attraverso il sangue, o diretta e quindi da regioni contigue.

I batteri responsabili della trasmissione di infezioni sessuali possono provocare la prostatite batterica. Lo scambio di batteri generalmente dipende da un rapporto anale o una serie di rapporti anali con una persona infetta. Gli agenti scatenanti l’infezione si formano nell’intestino crasso del soggetto infetto e colonizzano la prostata dell’individuo sano arrivando fino alla prostata.

Tra i responsabili della prostatite batterica acuta ci sono gli stessi batteri presenti nell’intestino retto che, in seguito a determinate condizioni e grazie alla vicinanza tra retto e prostata, possono uscire dal loro “habitat” naturale e raggiungere la ghiandola adiacente prostatica per colonizzarla.

I sintomi

Generalmente la prostatite batterica acuta si presenta con sintomi influenzali, febbre molto alta con brividi di freddo, sensazione generalizzata di forte malessere e dolore localizzato nell’area pelvica, nella zona lombare della schiena, nei pressi dell’anno, dell’inguine e dello scroto.

A questi sintomi si accompagnano altri sintomi tipici come:

  • necessità e sensazione di dover urinare spesso anche nel giro di pochi minuti;
  • bisogno di urinare continuamente di notte;
  • difficoltà nella minzione;
  • minzione lenta, intermittente o dolorosa;
  • sangue nelle urine e talvolta nello sperma;
  • emissione di urine maleodoranti;
  • flusso urinario ridotto;
  • dolore durante i rapporti sessuali;
  • dolore durante l’eiaculazione;
  • dolore durante la defecazione.

In casi meno rari la prostatite batterica acuta può manifestarsi sotto forma di dolore muscolare diffuso e dolore articolare diffuso. Se non curata adeguatamente la prostatite batterica acuta può provocare pericolose complicanze come la cronicizzazione della patologia, la trasmissione dell’infezione batterica alle parti anatomiche più prossime, passaggio dell’infezione batterica nel sangue, incapacità di urinare e formazione di un ascesso prostatico. Alla comparsa di questi sintomi contemporaneamente o anche singolarmente è necessario rivolgersi ad un medico per sottoporsi ad una diagnosi precisa ed accurata così da valutare il trattamento farmacologico più idoneo da seguire.

Le cause

Come detto precedentemente la prostatite batterica acuta ha un’origine batterica, ma la formazione di questi virus può essere favorita da altri fattori. Bere poca acqua rappresenta un fattore di rischio delle infezioni batteriche nelle vie urinarie poiché l’organismo non si depura a sufficienza e non espelle le tossine potenzialmente negative.

Avere diversi rapporti non protetti con uno o più partner favorisce l’insorgenza della malattia, soprattutto se tra i partner ci sono persone affette da un’infezione sessualmente trasmissibile.

Altre cause possono essere il cateterismo vescicale, la presenza di lesioni a livello dell’intestino retto ed un precedente intervento di biopsia della prostata. Tra i soggetti particolarmente a rischio ci sono le persone in uno stato di immunodepressione, i cosiddetti immunodepressi, che hanno scarsissime difese immunitarie e quindi risultano più vulnerabili ad infezioni batteriche, virali o fungine. Laddove c’è una presenza scarsa o nulla di difese immunitarie è più facile per i batteri portatori di infezioni, come la prostatite acuta, prolificare e diffondersi.

Cura e tempi di guarigione

La prostatite batterica acuta si cura essenzialmente con una terapia antibiotica, ma l’urologo deve prima individuare la tipologia di batterio responsabile dell’infezione per prescrivere il trattamento più adeguato. Gli antibiotici prescritti vanno assunti per almeno 6-8 settimane e nei casi più gravi può essere previsto un breve periodo di ospedalizzazione per somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo il trattamento EV il soggetto deve continuare ad assumere gli antibiotici per via orale per altre 2-4 settimane.

Dopo l’assunzione degli antibiotici può verificarsi un miglioramento repentino ma in questi casi non bisogna assolutamente interrompere la terapia, un errore frequente tra diversi pazienti. La regressione dei sintomi infatti non significa aver eliminato definitivamente il batterio ed un’interruzione improvvisa genera solitamente pesanti ricadute.

Durante il trattamento il paziente può seguire dei comportamenti generalmente consigliati dai medici per favorire l’espulsione dell’agente patogeno.

Innanzitutto è consigliabile bere molta acqua al giorno, circa 2-2,5 litri, per evitare la disidratazione causata dalla febbre. É raccomandabile evitare rapporti sessuali ed anche il partner dovrebbe sottoporsi a controlli accurati ed eventualmente a terapia antibiotica. É invece consigliata la masturbazione poiché l’eiaculazione velocizza lo svuotamento della prostata e quindi l’eliminazione dei batteri.

Chi pratica ciclismo deve “appendere al chiodo” la bicicletta per un po’, poiché la seduta dei ciclisti esercita una pressione importante a carico della prostata che invece non deve subire traumi o stress. Tra le altre azioni virtuose c’è l’utilizzo di un cuscino per sedersi e continui bagni caldi. La dieta infine deve essere priva di caffè, alcol, spezie ed altre sostanze potenzialmente irritanti.



Hai una prostatite o una prostata ingrossata e sei stanco di fare visite su visite da urologi senza risolvere nulla? Guarda il video qui sotto!

prostatite o prostata ingrossata inizia da qui



Hai problemi alla PROSTATA?

8 CONSIGLI per ridurre l’infiammazione e il fastidio [PDF]

Inserisci la TUA EMAIL per ricevere il PDF GRATIS

Privacy Policy

You have Successfully Subscribed!