La mia esperienza con la prostatite e come la sto curando

Ciao mi chiamo Diego, ho 35 anni e qui di seguito ti racconto la storia della mia prostatite in modo che possa essere di supporto a te e ad altre persone che soffrono dello stesso problema.

Tutto comincia a Pasquetta 2019. Mi preparo velocemente per uscire di casa con la mia compagna per andare a fare un giro con l’auto. Come ultima cosa prima di mettermi le scarpe, vado a fare la pipi e appena uscito dal bagno, mi accorgo che perdo delle goccioline.

Sul momento non ci pongo molta attenzione e esco di casa tranquillamente, senza pensieri.

Dopo un’oretta di viaggio arriviamo in un paesino della Valdera e mi torna in mente quel sospetto sulla pipi, che naturalmente ancora non vedevo come un problema.

La mia compagna esce dalla macchina per vedere se potevamo parcheggiare in quel luogo. Ne approfitto con velocità e nervosismo per cercare qualche info col telefonino.

Tra i risultati su Google trovo un articolo sul problema dell’incontinenza nell’uomo e comincio a leggerlo. Tra le cause citate si trovava di tutto, per cui comincio ad allarmarmi.

La mia compagna, a cui non avevo detto nulla, mi chiama a gran voce per uscire dalla macchina. A quel punto decido di chiudere il browser e lasciar perdere.

E faccio come la maggior parte degli uomini che si ritrovano un disturbo urinario o sessuale: semplicemente ignoro che esista un problema.

Ma l’assenza di pensieri non dura molto.

Fino al giorno dopo dell’addio al celibato di un carissimo amico (15 giorni dopo)

Il programma prevede di fare rafting in Umbria per poi spostarci a Roma dove dormiamo 1 notte in un bnb in centro.

Ovviamente mi godo la sera di festa straviziando con gli amici con un’abbondante cacio e pepe, tiramisù, 3 birre medie e altri superalcolici.

Il giorno dopo ci svegliamo, facciamo colazione e mi accorgo di una spiccata sensazione di gonfiore tra l’ano e lo scroto.

Penso al rafting del giorno prima e do la colpa alle botte che ho preso scendendo il fiume. Ma quando vado a fare pipi mi ritrovo ancora il problema del gocciolamento e mi assale un pensiero di forte preoccupazione.

Durante la giornata la sensazione di gonfiore cresce a tal punto che non riesco nemmeno a camminare

Così non appena torno a casa da Roma decido di andare immediatamente dal medico generico di famiglia.

Al dottore racconto tutto per filo e per segno.

Lui mi dice “non ti preoccupare, è un pò di cistite… con l’antibiotico passa”, Infatti mi prescrive l’antibiotico e nel giro di 2 – 3 giorni ritorno allo stadio normale senza nessun sintomo.

Ma il fine settimana successivo sento che qualcosa non va: quel maledetto fastidio sta tornando. E io sono in disperazione totale.

Aspetto il lunedi e torno dal dottore. Lui mi dice di fare le analisi delle urine e l’urinocoltura per vedere se ci sono dei batteri residui. E mi chiede “ce la fai ad aspettare l’esito delle analisi in modo da capire quale tipo di batterio si tratta e poterti dare l’antibiotico giusto, oppure ti prescrivo subito una cura forte?

Io rispondo che posso anche aspettare anche l’esito delle analisi.

Non vi dico che settimana ho passato: il bruciore tra le gambe era fortissimo e non riuscivo nemmeno a fare le scale di casa, mi sentivo una pallina da tennis infilata nel c***. E ogni giorno era sempre peggio.

Finalmente arriva il giorno del responso: l’urinocoltura è negativa.

In quel momento divento pallido e mi chiedo “se non è un batterio che causa tutto questo, cosa è?”

Torno dal dottore con il foglio delle analisi in mano e mi dice “come prevedevo, è negativo perchè hai preso l’antibiotico la settimana scorsa. A questo punto ti prescrivo una cura forte.”

E infatti mi prescrive:

  • Topster
  • Un forte antibiotico da fare endovena che tra gli effetti collaterali ha la possibilità di diventare sordi

Dopo una settimana di terapia il bruciore passa e i sintomi si alleviano, ma non passano.

Torno dal medico e mi prescrive una visita dall’urologo suo amico.

Vado dall’urologo, un dottore vicino alla pensione che mi fa la classica visita con esplorazione rettale (il ditino), ecografia transrettale, ecografia della vescica e mi stampa questo foglio:

La diagnosi dall’urologo

Tiro un sospiro di sollievo mi dico tra me e me “Finalmente so cosa ho: una prostatite!” Da una parte mi sento più tranquillo perchè esclude patologie più gravi, ma dall’altra sono sempre preoccupato per aver letto online che “durano a vita”.

Faccio la cura che mi ha prescrive e dopo 5 giorni mando un messaggio whatsapp al dottore, che inspiegabilmente non mi risponde…

Dopo 3 giorni mi decido a riscrivergli e lui non mi risponde….

Mi risponde il giorno dopo ancora con una frase telegrafica senza nemmeno aver capito cosa gli avevo chiesto con una domanda esplicita.

La conversazione va avanti per qualche giorno con lo stesso schema: io con domande precise, lui con risposte telegrafiche che non hanno ne capo ne coda. Arrivo presto alla conclusione che lui “non ha più voglia di lavorare”.

Nel frattempo escludo dalla mia dieta peperoncino, spezie, alcool, dolci ma continuo a farmi i “soffrittini” (averlo saputo prima 🤬)

Passano 2 mesi e i sintomi non diminuiscono.

Un giorno incontro la mia vicina di casa, una signora sulla 60ina, che mi da 2 parole di conforto sul problema e mi dice “io conosco un urologo bravo, vai da lui, così senti anche un parere alternativo e ti può dare supporto”

Così prendo appuntamento per la visita.

Il nuovo medico esegue gli stessi esami e poi alla fine mi dice: “E’ una banale prostatite”.

Al che io gli faccio una valanga di domande sulla patologia e lui mi risponde: “Noi urologi non sappiamo quali sono le cause, diamo anti-infiammatori per prassi ma per il 90% delle volte non portano agli effetti insperati. Non possiamo farci nulla, è l’organismo che decide come e quando riassorbire l’infiammazione”

Da quel momento capisco di dover abbandonare la speranza di ricevere supporto da un camice bianco. E inizio a fare una lunga ricerca sui metodi naturali per guarire la prostatite.

Mi imbatto nel corso di Marco e mi si apre un mondo intero.

Inizio (non senza difficoltà) il suo percorso di cambiamento radicale delle abitudini che mi porta a un benessere impressionante attraverso:

  • Una nuova consapevolezza del problema, visto da un punto di vista completamente nuovo
  • Cambio delle abitudini alimentari, mangiando come e quello che lui consiglia nel corso
  • Gli esercizi di yoga per lavorare sulla prostata
  • Gli esercizi sulla prostata

In un mese e mezzo circa sono quasi completamente guarito. Non avverto più nessun sintomo, gonfiore o fastidio.

Ed ecco che piano piano ricomincio il vecchio stile di vita (da bravo stupido) facendo tutte le cose di cui mi ero privato nel frattempo.

Dopo un mese l’infiammazione si ripresenta. Questo vuol dire che ho esultato troppo presto, non l’avevo ancora debellata del tutto.

Adesso sono determinato a continuare con il programma per mesi, finchè non riesco a raggiungere la condizione di benessere e continuare anche dopo per un bel pò 🙂

AGGIORNAMENTO 13 Dicembre 2019 – La prostatite è diminuita moltissimo di intensità (direi del 70%), sono fiducioso che in 1 – 2 mesi possa guarire del tutto :)))

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