Che cos’è la prostata e a cosa serve

Che cos’è la prostata e a cosa serve

La prostata, questa sconosciuta! Ci sono alcuni uomini che nemmeno sanno cosa è, come funziona e dove si trova nel corpo.

Ecco, io ero uno tra quelli! Ovviamente sapevo della sua esistenza ma ignoravo completamente quali fossero le sue funzioni e come potesse influenzare la mia vita.

Da quando si è presentata la prostatite , però, ho dovuto fare un percorso di consapevolezza e adesso si trova al centro dei miei pensieri.

In questo articolo ti spiego brevemente a cosa è e come funziona.

Cosa è la prostata

cosè la prostata e a cosa serve

La prostata è una ghiandola che fa parte delle vie genitali maschili ed è molto importante dal punto di vista della fertilità perché produce il liquido seminale, il liquido zuccherino che nutre gli spermatozoi durante il loro viaggio verso la fecondazione della cellula uovo.

Ha la forma e la grandezza simile a una castagna, con la base in alto e l’apice in basso.

Si trova sotto la vescica e è attraversata dall’uretra, un canale che raccoglie l’urina dalla vescica e la porta verso l’esterno. L’intestino retto invece si trova “appoggiato” nella parte retrostante.

La prostata è costituita all’interno da:

  • una componente ghiandolare
  • una componente muscolare

All’esterno, invece, da un rivestimento fibroso dal nome “capsula”.

Come funziona la prostata e quali sono le sue funzioni

Funzione escretoria: produce buona parte del fluido prostatico (circa il 40% ad ogni eiaculazione). Più precisamente, la prima emissione del liquido seminale è composta quasi esclusivamente dalla secrezione della prostata, poi le successive sono ricche di spermatozoi e l’ultima emissione è proveniente dalle vescicole seminali, ghiandole che sono al lato della prostata.

Funzione eiaculatoria: contrae e spinge il liquido seminale nell’uretra grazie al tessuto muscolare.

Funzione urinaria: non svolge una vera e propria funzione urinaria, ma essendo attraversata dal canale dell’uretra, influenza anche la regolazione del flusso urinario. In condizioni di buona salute permette all’urina di riversarsi nel canale uretrale senza alcun impedimento o dolore

Funzione di produzione ormoni sessuali: produce ormoni sessuali, sia androgeni ed estrogeni come il testosterone, il deidroepiandrosterone (DHEA), l’androstenedione, l’androstenediolo, l’androsterone ed il diidrotestosterone.

Sintomi causati da patologie della prostata

Ci sono alcuni disturbi che possono essere il segnale di allarme di patologie completamente diverse, con gravità completamente diverse, che quindi vanno riconosciute in tempo e a cui vanno attribuiti alla patologia giusta.

I disturbi alla prostata sono molto fastidiosi e influenzano la qualità di vita dell’uomo non solo a partire dai 45-50 anni, ma anche nei giovani.

Se hai questi disturbi recati subito dal medico, non vergognarti e non banalizzarli. La maggior parte degli uomini tende a ignorare questi problemi e a portarseli avanti con l’età, finendo poi a conviverci per abitudine.

Aumento della frequenza della necessità di andare a urinare, questo sia durante le ore diurne, sia durante le ore notturne. In particolare in quest’ultimo caso il disturbo tende a spezzare il sonno e a essere stanchi poi durante il giorno.

Aumento dell’urgenza di urinare, non solo aumenta la frequenza ma anche l’impellenza. Quando arriva lo stimolo non riesci a posticipare la minzione devi andare subito a farla altrimenti rischi di fartela addosso.

Incompletezza nello svuotamento. Un altro sintomo che c’è qualcosa che non va è la sensazione di non riuscire mai a espellere tutta la pipì. Quello che succede di frequente è di dover aspettare una certa quantità di tempo prima di iniziare a fare pipì, con un getto debole che ha spesso bisogno di una spinta addominale.

Sgocciolamento dopo la minzione. Un altro sintomo (che ho avuto anche io) e dopo aver fatto pipì se mi metto a sedere e mi escono ancora due tre goccioline di pipì. Una sensazione fastidiosa perché rilascia cattivi odori alla lunga.

Altri sintomi sono:

Bruciore sulla punta del pene, dolore pelvico, sangue nelle urine e/o nello sperma, fastidi vari nella zona del pube etc…

L’importante è che una persona vada dal proprio medico appena nota questi tipi di problemi dell’ apparato urinario. L’esitazione può portare a dell’aggravamento dei sintomi dai quali poi è difficile tornare indietro.

Spesso si tratta di una banale infiammazione virgola tutt’altro che da sottovalutare Perché l’aggravamento può portare a dei fastidi a volte irreversibili

L’importante è che vai dal medico giusto, inizialmente dal medico generale, poi dal neurologo per discriminare se i sintomi siano da attribuire al solo ingrossamento della prostata e tutto ciò che di benigno ne consegue o se, invece, si possono nascondere in modo molto più subdolo patologie più gravi, come un tumore prostatico o un tumore vescicale.

È importante una buona valutazione urologica associata ad esempio all’utilizzo del marcatore specifico della prostata PSA o antigene prostatico specifico.

Le 3 patologie della prostata più comuni

Le patologie più comuni della prostata possono essere 3: 

Prostatite: E’ un’infiammazione della prostata che può manifestarsi con un esordio sia acuto che cronico, indipendentemente dall’età (capita anche in età giovanile).

A me personalmente si è presentato con una forma acuta iniziale dove nel primo mese riuscivo a malapena a fare pipi e sentivo un gran bruciore nella zona fino agli inguini e nell’interno coscia.

In seguito si è trasformata in cronica per diversi mesi con sintomi più lievi.

E’ dovuta a una concomitanza di fattori come ad esempio un periodo di stress dove si abbassano le difese immunitarie e i batteri se ne approfittano.

La prostatite in forma acuta generalmente se ne va via dopo una lunga cura con gli antibiotici, mentre quella cronica è molto più rognosa perchè rischia di rimanere “a vita” se non trattata adeguatamente con la dieta e lo stile di vita. 

Ipertrofia prostatica benigna: E’ l’ingrossamento della prostata di cui soffrono gli uomini a partire dai 45 – 50 anni ed è legata a un aumento del numero di cellule prostatiche epiteliali e stromali e alla formazione di noduli. 

Colpisce il 5-10% degli uomini dopo i 40 anni di età e oltre l’80% dopo i 70 e 80 anni (mio padre ha sofferto di questo problema). Non deve assolutamente destare preoccupazione, in quanto è una condizione regredibile grazie alla dieta e allo stile di vita adeguato.

Non è paragonabile al tumore alla prostata, in cui ci sono formazioni tumorali e infiltrazione dei tessuti. 

Tumore della prostata: questa è la condizione più grave delle 3. I sintomi sono sempre gli stessi elencati sopra, ma possono essere accompagnati da ostruzione e ematuria (perdita di sangue nelle urine).

La diagnosi è suggerita dall’esplorazione rettale o dai valori dell’Antigene prostatico specifico ed è confermata dalla biopsia. Per curare un tumore alla prostata esistono diversi approcci terapeutici che possono avere varie finalità in relazione allo stadio di malattia.

Prima si interviene, meglio è. Infatti se preso in ritardo può creare metastasi pericolose. 

In ogni caso, non appena noti i sintomi sopra descritti, non esitare ad andare dal dottore generico o direttamente dall’urologo che sapranno farti la diagnosi dopo i relativi esami. 

Gli esami da fare

Gli esami da fare sono decisi dal dottore nel momento della visita dopo che ti ha fatto delle domande esplorative. In genere sono questi gli esami da sostenere: 

Esplorazione rettale: il dottore mette un dito nell’ano del paziente e tocca la prostata per sentirne l’aumento volumetrico, la consistenza della prostata e l’eventuale presenza di noduli. 

Ecografia transrettale: è un banale esame nel quale il dottore inserisce una sonda che permette di studiare la prostata attraverso il retto. E’ invasivo ma non doloroso, nè pericoloso e comunque dura meno di un minuto. 

Spermiogramma e spermiocoltura: La spermiocoltura è un’analisi dello sperma che permette di rilevare eventuali infezioni ed eventuali proliferazioni patogene di funghi/batteri in esso presenti, mentre lo spermiogramma è un esame del liquido seminale ,utile per dare indi­cazioni sulla fertilità maschile. 

Urinocoltura: E’ l’analisi delle urine che permette di vedere se ci sono funghi, batteri o virus nelle urine. 

PSA (Prostatic Specific Antigen): L’esame del PSA consiste in un prelievo di sangue. Il riscontro di un valore elevato del PSA può essere indicativo di carcinoma prostatico, ma anche di ipertrofia prostatica benigna.

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Prostatite: cos’è, cause, sintomi e come si cura

Prostatite: cos’è, cause, sintomi e come si cura

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La prostatite è un infiammazione che interessa la prostata e tessuti circostanti provocando disturbi nella minzione e nella vita sessuale di un uomo.

È una patologia non grave (il mio medico l’ha chiamata addirittura “banale”) e si manifesta con disturbi fastidiosi che influenzano qualsiasi attività giornaliera.

In genere colpisce uomini che non hanno raggiunto ancora i 50 anni di età e non ha nulla a che fare con l’ipertrofia prostatica benigna che è un ingrossamento della prostata che si manifesta con l’avanzare dell’età.

Anzi molti dottori ne parlano come di prostatite giovanile in quanto insorge nel periodo di piena attività sessuale ( tra i 18 e i 45 anni).

I tipi di prostatite

La comunità scientifica ha identificato 4 tipi di prostatite a seconda di come si manifesta:

Prostatite batterica acuta: si manifesta con febbre alta e la sua principale causa è un’infezione batterica improvvisa. In genere dura pochi giorni e si risolve con antibiotici.

Prostatite batterica cronica: in questo caso i responsabili sono sempre i batteri, ma gli stessi infestano la prostata in modo lentamente con il passare del tempo. Gli antibiotici non risultano efficaci quanto nel primo caso.

Prostatite abatterica cronica: c’è totale assenza di batteri. Secondo i medici sembra che insorga senza un vero motivo scatenante, ma il più delle volte è correlato con un forte periodo di stress o comunque relativo alla psicologia.

Prostatite asintomatica: è un tipo di prostatite cronica che si sviluppa nel tempo in cui non ci sono batteri e non c’è infiammazione, per cui il soggetto può averla per anni senza mai accorgersene in quanto non si manifestano i tipici sintomi della prostatite.

Sintomi tipici della prostatite

I sintomi sono più o meno simili per tutti i tipi di prostatite ( tranne quella asintomatica) e variano di intensità, frequenza o numerosità a seconda del soggetto.

Ad esempio un soggetto può manifestare un sintomo piuttosto che un altro e con intensità e dolore differente. Inoltre possono risentire anche dei cambi di stagione.

I sintomi più comuni sono:

Bruciore sulla punta del pene durante l’eiaculazione o la minzione
Dolore perineale che si può estendere fino ai testicoli e all’ano
– Disuria, cioè difficoltà nell’urinare in quanto il getto si riduce notevolmente
Iperpiressia ossia febbre molto alta improvvisa soprattutto nella prostatite acuta batterica
Difficoltà nell’erezione e calo del desiderio sessuale
Aumento della frequenza minzionale: si può fare pipì anche 12 – 15 volte al giorno
Urgenza minzionale: quando si presenta la necessità di urinare, non si può aspettare altrimenti sembra che non si riesca a trattenere. Talvolta incontinenza da urgenza.
Stipsi che rende l’evacuazione dolorosa
Mal di schiena dovuto a una postura scorretta in seguito al fastidio
Sgocciolio terminale, ossia 5 minuti dopo la minzione ci sono perdite di gocce di pipi

Diagnosi del medico

La diagnosi del medico potrà avvalersi di:
Visita con domande sui fastidi e sui sintomi, sulle condizioni generali di salute, sulle abitudini sessuali e l’uso di farmaci
Esplorazione rettale con il dito per verificare la consistenza della prostata
Ecografia transrettale: una sonda viene inserita nell’ano al fine di analizzare le dimensioni e la superficie della prostata
Ecografia vescicale per quantificare l’urina che rimane nella vescica dopo la minzione
Analisi di laboratorio: urinocoltura, spermiocoltura per analizzare se nella pipì e nello sperma sono presenti batteri. Spermiogramma per analizzare la qualità degli spermatozoi e la loro motilità.

Cause della prostatite

Le cause della prostatite possono essere molteplici e concomitanti. È necessario capire bene quali sono le cause della propria condizione al fine di risolvere il problema.

Ecco le cause più comuni:
Abitudini alimentari scorrette o consumo eccessivo di alcol
Disordini intestinali come stipsi ed emorroidi
Infezione batterica dovuta a Escherichia coli (nell’ 80% dei casi) e altri batteri
Periodo di forte stress e ansia
Traumi locali dovuti a Sport come ciclismo, l’equitazione o il motociclismo
Traumi da catetere o tampone uretrale
Prolungata eccitazione sessuale senza sfogo ( praticare il coito interrotto)

Se non si riesce ad identificare le cause dell’infiammazione, le probabilità che si ripresenti in seguito sono molto alte in quanto è facile che si attenui per un periodo per poi ricomparire.

Trattamento con farmaci

Il trattamento varia in base al tipo di prostatite:

Prostatite batterica acuta o cronica: quando vengono rilevati i batteri nelle urine e nello sperma il medico prescrive cicli di antibiotici della durata di 3-4 settimane o anche più in caso di necessità.

Insieme agli antibiotici vengono somministrati antinfiammatori per ridurre il dolore, alfa-litici e fitofarmaci per ridurre sintomi.

Prostatite cronica abatterica: in questo caso il medico non può fare nulla, deve essere il paziente a comprenderne e le cause psicologiche e di stile di vita che lo portano ad avere la prostata infiammata.

Dieta e prostatite

Accanto alla terapia antibiotica antinfiammatoria risulta essenziale evitare alcuni cibi come il caffè, il cioccolato, le farine raffinate, zuccheri e dolci, spezie, alcool, bevande gassate.

Al tempo stesso risulta fondamentale affiancare anche una dieta ricca di fibre, quindi frutta e verdura, legumi, cereali integrali, pesce ricco di Omega 3.

Sulla relazione tra dieta e prostatite ho scritto un articolo approfondito con la mia esperienza.

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Tumore alla prostata: cos’è, i sintomi, le cause, i fattori di rischio, si guarisce?

Tumore alla prostata: cos’è, i sintomi, le cause, i fattori di rischio, si guarisce?

tumore alla prostata

Il cancro alla prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile, tant’è che rappresenta il 20% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini.

Tuttavia la percentuale di guarigione è molto alta grazie alla diffusione del test PSA (“Prostate Specific Antigene” e cioè antigene prostatico specifico) che consente di diagnosticare precocemente la malattia e quindi iniziare le cure per contrastarla.

La possibilità di ammalarsi di tumore alla prostata prima dei 40 anni è molto scarsa, ma dopo i 50 e soprattutto dopo i 65 anni tende a salire notevolmente. Si tratta di una malattia piuttosto subdola poiché alcune ricerche hanno evidenziato che il 70% degli uomini oltre gli 80 anni ha un tumore alla prostata, diagnosticato però solo in un secondo momento in caso di autopsia.

Il tumore alla prostata non va confuso con l’ipertrofia prostatica benigna, una patologia che presenta sintomi molto simili pur non essendo un tumore.

Cos’è

Il tumore alla prostata consiste nella formazione di un tessuto composto da cellule che crescono in modo incontrollato ed anomalo all’interno della ghiandola prostatica.

Fortunatamente cresce molto lentamente, condizione che permette al paziente di vivere molto a lungo e di poter seguire le terapie specifiche.

In casi più rari il decorso della malattia purtroppo può essere molto più veloce ed aggressivo con una notevole diffusione delle metastasi.

Questo tipo di cancro può diffondersi rapidamente in altre parti del corpo tramite il sangue o il sistema linfatico ed in questi casi le probabilità di curare la malattia sono purtroppo molto basse.

I sintomi

Inizialmente il tumore alla prostata è asintomatico e quindi difficile da diagnosticare.

Con l’avanzamento della malattia si presentano i primi sintomi significativi come: difficoltà ad iniziare la minzione, necessità di urinare spesso nell’arco della giornata anche a distanza di poco tempo, dolore durante la minzione, sangue nelle urine o nello sperma e sensazione di non essersi svuotati completamente.

In questi casi è consigliabile una visita urologica che consiste nel controllo del PSA con un prelievo del sangue o nell’esplorazione rettale.

Le cause

Non sono state individuate le cause precise che determinano la formazione del tumore alla prostata, ma l’invecchiamento è uno dei principali fattori che favorisce la comparsa della malattia. Non a caso la patologia si sviluppa quasi esclusivamente negli uomini over 50.

L’alimentazione soprattutto se squilibrata e basata su una gran quantità di fritti, insaccati, latticini e grassi animali provenienti da carne rossa potrebbe favorire la formazione del tumore alla prostata.

In alcuni casi la patologia può essere di natura ereditaria ed infatti chi ha un padre, un fratello o comunque un familiare molto prossimo affetto da tumore alla prostata è più a rischio rispetto alla media.

I fattori di rischio

Oltre alle cause precedentemente indicate tra i fattori di rischio che possono favorire la comparsa della patologia c’è l’eccessiva sedentarietà, quindi è opportuno svolgere un’attività fisica compatibile con la propria età.

Altri pericoli sono gli alti livelli di androgeni nel sangue e le sostanze chimiche come fertilizzanti, coloranti e cadmio quindi è opportuno proteggersi adeguatamente quando si è a contatto con questi elementi.

Fumo e alcol sono altri fattori di rischio che andrebbero eliminati o quanto meno moderati.

Le terapie

Nelle persone piuttosto anziane in cui il tumore si sviluppa molto lentamente si può ricorrere alla vigile attesa, detta anche sorveglianza attiva.

In questo caso non c’è una vera e propria terapia, ma il medico curante deve monitorare costantemente lo stato del tumore che potrebbe restare silente senza provocare eccessivi disturbi.

L’intervento chirurgico prevede la rimozione della prostata e di alcuni tessuti circolanti ma presenta dei rischi, quindi è opportuno valutare questa soluzione con il proprio medico.

La radioterapia si basa sull’utilizzo di raggi X ad alta energia che uccidono le cellule tumorali bloccando l’avanzamento della patologia. Questa cura potrebbe presentare effetti collaterali di cui è meglio discuterne col proprio medico.

La radioterapia può essere affiancata anche dalla terapia ormonale che blocca la produzione di ormoni, una soluzione indicata quando c’è la possibilità che il tumore si ripresenti nuovamente o che possa diffondersi in altre parti del corpo.

L’intervento

La prostatectomia radicale è un intervento operatorio che rimuove in blocco la ghiandola prostatica e le vescicole seminali. Il miglioramento delle tecniche di intervento associate alla nanotecnologia consentono di ridurre notevolmente le complicanze post-operatorie e di intervenire con estrema precisione.

L’intervento chirurgico generalmente è consigliato quando il volume del tumore non è eccessivo, non è presente un interessamento dello sfintere uretrale e non c’è infiltrazione della parete pelvica.

La prostatectomia radicale può essere eseguita con la tecnica open, cioè tramite la classica incisione addominale, o mini-invasiva che prevede la tecnica laparoscopica o laparoscopica robot-assistita. Mediamente l’operazione dura tra le 2 e le 4 ore.

Dopo l’intervento il soggetto per qualche giorno o anche qualche settimana potrebbe avvertire stanchezza e spossatezza, ma sono sintomi post-operatori normali che man mano spariscono con la ripresa delle attività quotidiane, una vita attiva ed una corretta alimentazione.

Le complicanze

L’intervento operatorio, pur essendo una soluzione definitiva, presenta tuttavia delle complicanze da non sottovalutare.

Innanzitutto ci sono le complicanze post-operatorie tipiche di ogni intervento chirurgico come problematiche di natura cardiaca e polmonare, alle quali potrebbero aggiungersi l’impotenza e l’incontinenza urinaria.

Le persone sottoposte a prostatectomia possono ancora avere un orgasmo ma senza eiaculazione, quindi non hanno più la possibilità di procreare.

Altre complicanze che possono verificarsi sono l’emorragia e la perforazione del retto e/o degli ureteri.

Se inoltre dovessero presentarsi problemi piuttosto importanti come fuoriuscita di materiale sieroso dalla ferita, gonfiore delle gambe, difficoltà respiratorie, urine maleodoranti, bruciore durante la minzione, dolore addominale cronico e gonfiore dei genitali è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico.

Si guarisce?

Il tumore alla prostata, pur essendo tra i più diffusi nella popolazione maschile, ha una grande percentuale di successo nella cura soprattutto se preso in tempo.

A tal proposito passi avanti nella diagnosi della patologia, che come detto è subdola poiché è asintomatica nelle prime fasi, sono stati fatti grazie al test del PSA.

In base ad alcune recenti statistiche in Italia un uomo su 16 sviluppa il tumore alla prostata nel corso della sua vita, ma gli studi condotti negli Stati Uniti tra il 2009 ed il 2015 evidenziano che la sopravvivenza a 5 anni è pari al 98%.

Come curare la prostatite: 10 consigli per ridurre l’infiammazione e il fastidio

Come curare la prostatite: 10 consigli per ridurre l’infiammazione e il fastidio

Questo articolo è probabilmente il più importante tra tutti quelli che troverai in rete, perchè racchiude una serie di consigli per curare la prostatite che difficilmente potrai trovare in giro.

Ti invito quindi a leggerlo con calma. Ma partiamo da una breve intro.

La prostatite: una rogna difficile da far passare

La prostatite è una patologia piuttosto comune che colpisce generalmente gli uomini under 50 e ne esistono due tipologie: cronica e acuta.

La prostatite acuta, detta anche acronica, è causata da un’infezione batterica e si manifesta in modo improvviso. Viene curata con cicli di antibiotici che si rivelano piuttosto efficaci in quanto possono risolvere il problema nel giro di 1 mese. I sintomi sono simili a quelli della prostatite cronica ai quali si aggiunge anche la febbre.

E’ causata da un’infezione che provoca necessità di urinare continuamente, dolore e difficoltà nella minzione, eiaculazione dolorosa, ritenzione urinaria, bruciore sulla punta del pene, fastidio alla zona del perineo etc.

I sintomi della prostatite cronica, invece, possono andare e venire o presentarsi in forma lieve e questa forma di prostatite è piuttosto fastidiosa e, se non curata adeguatamente, può provocare complicanze a lungo andare.

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Ecco dove si trova la prostata

Per curare la prostatite è necessario rivolgersi ad uno specialista per individuarne la tipologia e seguire le terapie classiche indicate che solitamente funzionano soprattutto contro la forma acuta.

Se le terapie a base di antibiotici ed antinfiammatori dovessero rivelarsi inefficaci, però, è possibile seguire una serie di cure assolutamente naturali per ripristinare il  corretto funzionamento della prostata.

E spesso le cure naturali hanno più efficacia rispetto a cicli interminabili di antibiotici. Ecco i miei consigli per curare la prostatite cronica in modo naturale.

#1. Segui il Corso “Prostata in forma” di Marco Benedettini

L’insorgenza della prostatite generalmente è collegata all’età fertile (20 – 50 anni), talvolta è il risultato di comportamenti sbagliati come alimentazione disordinata, eccesso di alcol e fumo, poco sonno, rapporti frequenti con coito interrotto, vita troppo sedentaria e sregolata ecc.

Il corso prostata in forma di Marco Benedettini è una sorta di vademecum per ritornare sulla retta via e riprendere la propria vita in mano in modo completamente naturale.

Il corso prevede delle procedure da seguire scrupolosamente per ridurre i sintomi della prostatite fino a guarire definitivamente.

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Il corso aiuta ad essere consapevoli sulle conseguenze negative che possono avere comportamenti sbagliati sulla propria prostata ed in generale sulla propria salute.

#2. Rivedi la tua alimentazione abbracciando una nuova dieta

Una vita sana passa inevitabilmente per una dieta equilibrata. Innanzitutto i cibi da eliminare sono quelli piccanti o speziati che favoriscono l’infiammazione della prostata.

Da mettere al bando o quanto meno da ridurre anche fritti, insaccati, zuccheri raffinati e frutta secca.

Va ridotto il consumo di alimenti e bevande contenenti teina e caffeina, cioccolato ed ovviamente alcolici e bevande gassate che provocano irritazione e disidratazione.

Bisogna assicurarsi di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno e consumare cibi freschi come frutta e verdura di stagione, semi oleosi e cereali integrali.

Come curare la prostatite con il cavolo romano
Il cavolo romano è un toccasana per la prostata

L’alimentazione deve essere ricca di vitamina E, vitamina C, selenio e zinco che sono ideali per contrastare la prostatite ed altre patologie di origine prostatica.

#3. Assumi integratori a base di estratti naturali

La dieta può essere accompagnata da integratori che però hanno un effetto positivo solo se il paziente segue uno stile di vita corretto. Gli integratori come suggerisce il nome “integrano” e colmano le carenze nutrizionali e aiutano l’organismo a svolgere le sue normali funzioni.

Tra gli integratori più diffusi c’è quello all’epilobio, una pianta dalle notevoli proprietà fitoterapiche capace di apportare benefici alla prostata e di curare qualsiasi infezione del tratto urinario.

L’integratore all’avena sativa è altrettanto diffuso nel contrastare la prostatite in quanto riequilibra gli ormoni maschili, ripristina una corretta funzionalità sessuale ed aumenta il desiderio.

L’avena sativa è una pianta che offre molteplici vantaggi poiché migliora l’umore, tonifica il sistema nervoso e disinfiamma i tessuti intestinali.

L’integratore all’ortica risulta altrettanto efficace nella lotta contro le prostatiti grazie alla vitamina C e tante altre sostanze che migliorano la salute della prostata.

Le ultime ricerche hanno evidenziato l’efficacia della serenoa repens, una pianta che offre risultati molto simili ai farmaci ma a costi minori e capace di ridurre l’infiammazione o l’ipertrofia prostatica ed abbassare il PSA.

Infine l’integratore al pygeum è particolarmente indicato per curare le malattie alla prostata ed al tratto urinario in quanto è in grado di ridurre l’infiammazione della ghiandola prostatica.

#4. Pratica il digiuno per disintossicarti

La prostatite può presentarsi anche in giovane età e quindi prima dei 40-50 anni a causa di uno stile di vita errato, abusi alimentari, eccesso di fumo e alcol, aria malsana respirata a lungo ecc.

In questi casi c’è bisogno di un periodo di disintossicazione da tossine, scorie e metalli pesanti per liberare l’intestino correlato con la prostata.

Potrebbe anche essere utile fare digiuni e una profonda pulizia intestinale.

La disintossicazione passa inevitabilmente per una corretta alimentazione che deve essere ricca di frutta e verdura come ananas, asparagi, carciofi, noci, carote, cavoli, prezzemolo oltre a zenzero e curcuma.

Bisogna bere tanta acqua, magari con l’aggiunta di un paio di gocce di limone per aumentare l’effetto disintossicante.

Infusi e tisane a base di ortica, betulla, malva, menta, salvia o altre erbe disintossicanti sono indicati per depurare completamente l’organismo in poche settimane.

#5. Prendi fermenti lattici per la regolarizzazione dell’intestino

Regolarizzare l’intestino è importante poiché quest’organo è strettamente correlato alla prostata e la prostatite può essere causa anche di stipsi e stitichezza.

L’assunzione di fermenti lattici può rivelarsi particolarmente utile poiché viene ripristinata la flora intestinale a tutto beneficio della prostata che inizia a riprendere la sua corretta funzionalità.

I fermenti lattici assicurano una migliore minzione, un’eiaculazione potente ed intensa ed un aumento del desiderio sessuale.

Gli effetti possono naturalmente variare da persona a persona e l’assunzione dei fermenti lattici deve essere sempre accompagnata  da una dieta oculata, attenta e mirata a tutelare la prostata.

Tra i prodotti migliori attualmente in commercio c’è Yovis Stick, l’integratore con fermenti lattici che ripristina la flora batterica dell’intestino.

In farmacia una scatola di Yovis Stick costa 16,50 euro, quindi per acquistare tre confezioni bisogna spendere 49,50 euro.

Per risparmiare si può sfruttare la promozione attualmente disponibile su Amazon che consente di acquistare 3 scatole al prezzo di 26 euro.

Si tratta di un’offerta estremamente vantaggiosa anche perché una cura a base di fermenti lattici dura almeno un mese e quindi 3 confezioni di Yovis Stick sono il numero ideale per condurre la terapia a termine.

fermenti lattici e prostatite

#6. Elimina lo stress e le emozioni negative

Stress ed emozioni negative incidono negativamente sulla salute della prostata e di conseguenza su tutte le attività ad essa correlate come quelle sessuali. In questi casi la cosa migliore è fare meditazione ed evitare per quanto possibile tutte quelle situazioni che fanno stare male emotivamente.

Lo yoga è una pratica meditativa molto indicata per ripristinare l’equilibrio psico-fisico e quindi anche le corrette funzionalità della prostata.

Questa antichissima pratica orientale consente di concentrarsi su se stessi e canalizzare l’energia positiva in punti precisi del corpo, ritrovando maggior vigore ed una maggiore forza mentale.

Una cura per eliminare lo stress purtroppo non esiste, ma sul lavoro opportuno evitare diatribe o litigi che portano esclusivamente ad ulteriori ansie e tensioni.

Nel weekend la cosa migliore è andare fuori con la famiglia, con gli amici o con il proprio partner per scaricare tutte le tensioni accumulate nel corso della settimana.

Bisogna cercare di andare a letto sempre alla stessa ora e preferibilmente prima della mezzanotte per favorire il normale ciclo circadiano del sonno.

#7. Fai sport e stai il più possibile all’aria aperta

La sedentarietà è una causa della prostatite poiché favorisce il ristagno sanguigno che aumenta la pressione venosa in prossimità della ghiandola prostatica.

Chi fa un lavoro che lo costringe a stare seduto molto a lungo dovrebbe alzarsi di tanto in tanto. Allo stesso modo guidare a lungo non fa bene ed è consigliabile fermarsi spesso per sgranchire le gambe.

Un po’ di sano sport fa sicuramente bene purché sia moderato e non stressi troppo la prostata.

L’ideale sarebbe una bella corsa moderata ogni giorno, magari in un prato o in un bosco dove respirare aria pura.

Sono da evitare sport come ciclismo, moto e rafting in caso di sospette prostatiti poiché possono provocare ulteriori traumi.

In realtà nessuno studio è mai riuscito a mettere in correlazione gli effetti negativi del ciclismo sulla prostata, ma essendo uno sport che stressa l’area prostatica è meglio evitarlo almeno fino a quando non si risolve la problematica.

In generale stare all’aria aperta fa bene non solo alla prostata ma alla salute dell’organismo in generale.

#8. Evita pantaloni e mutande/boxer sintetici

L’insorgenza della prostatite può essere causata da abitudini di vita sbagliate ed un’alimentazione sregolata, ma anche da determinate tipologie di abbigliamenti.

Pantaloni aderenti e troppo stretti o mutande e boxer sintetici provocano un surriscaldamento delle parti intime per la troppa vicinanza alla zona addominale e per il trattenimento del calore corporeo.

L’eccessiva temperatura corporea aumenta le probabilità di infiammazione della prostata e addirittura può influenzare la fertilità maschile.

È sicuramente consigliabile indossare biancheria intima di cotone o di altre fibre naturali e pantaloni piuttosto larghi che non stringano eccessivamente l’area prostatica.

#9. Prova l’agopuntura

Alcuni pazienti hanno tratto beneficio dall’agopuntura che rappresenta un’alternativa da considerare rispetto alle cure tradizionali. Questa terapia è indicata soprattutto nelle forme iniziali o di media ipertrofia benigna prostatica.

L’agopuntura distende il collo vescicale migliorando il getto urinario e diminuendo il ristagno nella vescica. Ha due effetti principali: endocrino e decongestionante.

Nel primo caso migliora l’equilibrio tra gli ormoni maschili e quelli femminili arrestando la crescita dell’adenoma prostatico; nel secondo caso decongestiona la prostata soprattutto se ci sono stati episodi infiammatori.

L’agopuntura prevede 5-7 applicazioni con frequenza settimanale e se si riscontrano effetti positivi è consigliabile ripetere il ciclo per almeno due volte l’anno presso un centro affidabile e professionale.

#10. Prova le onde d’urto dal fisioterapista

Una delle terapie più innovative per contrastare la prostatite ed altre patologie di natura prostatica è quella ad onde d’urto. Recenti esperimenti e ricerche confermano che questa terapia è efficiente nella maggior parte dei pazienti.

Dopo le prime 3-4 applicazioni i dolori durante la minzione tendono a scomparire ed i tessuti infiammati cominciano a guarire.

Non si registrano particolari controindicazioni o effetti collaterali, quindi le onde d’urto rappresentano una soluzione efficace per combattere la prostatite.

I risultati inoltre hanno evidenziato un notevole miglioramento anche da un punto di vista sessuale derivante dal trattamento che assicura un’erezione duratura e continuativa.

La cura deve essere eseguita da un fisioterapista competente e qualificato del settore.

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